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La stampa a caratteri mobili è una tecnica di stampa inventata dal tedesco Johann Gutenberg nel 1455. Questo per quanto riguarda l’Europa: in Asia, infatti, esisteva fin dal 1234, grazie alla tecnica dei coreani della dinastia Goryeo.

Disegno di un carattere mobile 1) carattere mobile 2) fusto 3) altezza 4) larghezza 5) tacca 6) pancia 7) schiena 8) piede 9) canale 10) faccia della lettera Il procedimento di stampa di Gutenberg consisteva nell’allineare i singoli caratteri in modo da formare una pagina, che veniva cosparsa di inchiostro e pressata su un foglio di carta o di pergamena. L’innovazione stava nella possibilità di riutilizzare i caratteri: fino ad allora veniva usata la tecnica della xilografia, in cui le matrici di stampa venivano ricavate da un unico pezzo di legno, che poteva essere impiegato solo per stampare sempre la stessa pagina, finché non si rompeva la matrice, cosa che accadeva assai spesso. I libri stampati con la nuova tecnica tra il 1453 e il 1500 vengono chiamati incunaboli. Una pagina della Bibbia di Gutenberg del 1455 La lega per i caratteri di Gutenberg era formata da piombo, antimonio e stagno, raffreddava velocemente e resisteva bene alla pressione esercitata dalla stampa. La macchina usata per la stampa era derivata dalle presse a vite usate per la produzione del vino: questo permetteva di applicare efficacemente e con pressione uniforme l’inchiostro sulla pagina. Questa tecnica era di gran lunga superiore ai procedimenti tradizionali e si sarebbe diffusa in fretta in tutta Europa: solo 50 anni dopo erano stati stampati già 30.000 titoli con una tiratura superiore a 12 milioni di copie. Il primo testo fu una Bibbia formata da pagine di 43 righe ciascuna su due colonne.
Da questo momento in poi testi di qualsiasi natura potevano essere pubblicati in modo più veloce ed economico e in maggiore quantità: Gutenberg avrebbe dato un contributo decisivo all’alfabetizzazione di massa. Dal momento che informazioni su svariate materie erano ora disponibili in gran quantità e a prezzi più accessibili, diventava anche più conveniente apprendere l’uso della scrittura. Secondo molti teorici delle scienze della comunicazione si apre così una nuova epoca dello sviluppo della comunicazione umana: questa rivoluzione mediatica è stata analizzata particolarmente da Vilém Flusser o da Marshall McLuhan ("Galassia Gutenberg").

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